26/11/2019
L’ albero del paradiso e il baco da seta .... vicino a casa mia c’è ancora un grande gelso testimone di un attività del passato : la bachicoltura.Nella seconda metà dell’ 800 alcune malattie del baco misero a dura prova questa attività, una delle malattie più letali era il calcino provocato dal fungo beauveria bassiana .
Oltre un secolo dopo studi su un ceppo di questo fungo, hanno permesso di creare un bio insetticida-acaricida: il Naturalis il quale non ha un limite massimo di residuo e ha tempo di carenza 0 ... ovvero totalmente innocuo per l’uomo e gli insetti pronubi ( quelli che favoriscono l’impollinazione). Per informazioni sul suo utilizzo contattatemi.
Ma la storia della bachicoltura nella mia valle continua... Gli anglofoni lo chiamano tree of heaven ,l’Ailanthus altissima , originario delle Molucche è una pianta che si propaga con grande facilità , diventando un’ essenza infestante ,le sue radici sono in grado di frammentare il cemento e l’asfalto , inoltre la pianta è poco apprezzata dall’avifauna e dai boscaioli.E’stata introdotta a metà dell’800 per alimentare un sostituto del baco da seta : la Samia Cynthia la quale produce un bozzolo da cui si ottiene una seta ( seta denominata Eri), la quale purtroppo, non aveva i requisiti richiesti dall’ industria serica dell’ epoca. Ci siamo tenuti però l’infestante ( anche se il termine andrebbe utilizzato con cautela).
Ma.... perché non riprovarci? La seta Eri produce un tessuto molto resistente e poi ha un vantaggio etico sulle altre sete è CRUELTY FREE . La caratteristica principale del baco da seta Eri è che il suo involucro presenta un foro che gli permette di uscire dal proprio bozzolo senza romperlo, grazie a questa peculiarità gli allevatori, non hanno necessità di uccidere la crisalide prima che voli via dal bozzolo, come invece accade negli altri tipi di sete . Basta aspettare che la farfalla voli via