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è uno strumento dotato di una batteria ricaricabile che consente di inalare vapore di una soluzione di glicole propilenico, glicerolo, nicotina (in quantità variabile o anche assente) e aromi alimentari. Il vapore inalato consente di provare un sapore e una sensazione simile a quella provata inalando il fumo di t
abacco di una tradizionale sigaretta. Non essendovi combustione, però, il rischio cancerogeno è teoricamente più basso per la mancanza dei residui dovuti a questo processo (catrame, idrocarburi policiclici aromatici, ecc...). Anche l'estetica delle si*****te elettroniche è, di norma, del tutto simile al prodotto tradizionale. Nonostante le si*****te elettroniche presentino spesso forme differenti, hanno generalmente gli stessi componenti:
un filtro contenente una cartuccia
un vaporizzatore (cartomizzatore)
una batteria ricaricabile
un circuito elettronico interno
Al momento, vista la relativamente recente affermazione sul mercato di questo prodotto, non esistono grossi studi che descrivono potenziali effetti tossici derivati dall'inalazione delle sostanza contenute nelle si*****te elettroniche, anche se le attuali pubblicazioni sembrano mostrare una loro minore pericolosità rispetto al "fumo" tradizionale (molto probabilmente, non contenendo residui di combustione come catrame, diossina ed idrocarburi policiclici aromatici, i rischi per la salute, soprattutto quelli derivanti da patologie oncologiche, sono minori). Tuttavia i principali dubbi sulla sicurezza di questi prodotti derivano dalla presenza o meno di nicotina. Tale sostanza è infatti da tempo nota in campo medico per dare una forte dipendenza psichica nella maggior parte dei soggetti esposti. Inoltre in alcuni studi è discusso un suo possibile ruolo diretto nella genesi di patologie oncologiche.
* Le si*****te elettroniche vengono vendute come un'alternativa al fumo di tabacco, poiché i componenti cancerogeni presenti nel fumo tradizionale sono assenti. Altro target di mercato è rappresentato dai soggetti che hanno intenzione di smettere di fumare (questo anche grazie al fatto che è possibile controllare la dose di nicotina somministrata e scalarla nel tempo, analogamente a come si fa con i cerotti transdermici o con altri presidi progettati ad Hoc dall'industria farmaceutica). Tuttavia l'Organizzazione mondiale della Sanità nel Novembre del 2010 ha dichiarato che non esistono al momento studi sull'efficacia di tale misura, e raccomanda di organizzare ulteriori studi di approfondimento sull'argomento. Nel Febbraio 2010 il Ministero della Sanità italiano, con nota protocollata DGPREV 0006710-P-11/02/2010, relativa all'etichettatura di preparati contenenti nicotina e sostanze pericolose (riportate nelle direttive 2001/95/CE e 1999/45/CE, adottate con Dlg 52/97) in base ai criteri richiesti dal DM del 28 aprile 1997 e suoi aggiornamenti ha chiesto a tutti i produttori di si*****te elettroniche di evidenziare su tutti i prodotti, la concentrazione di nicotina e, in caso di presenza, di apporre i necessari simboli di tossicità. È stato inoltre richiesto di evidenziare la frase "Tenere lontano dalla portata dei bambini" su tutti i prodotti posti in vendita. L'Istituto Superiore di Sanità ha inoltre affermato che non esistono dati sufficienti per escludere effetti dannosi per la salute. La LIAF, Lega Italiana Anti Fumo, in collaborazione con l’Università di Catania, ha intrapreso nel 2010 uno studio sulle si*****te elettroniche. I risultati fin’ora ottenuti sono positivi, infatti le si*****te elettroniche non risultano tossiche, inoltre i dati preliminari degli studi attualmente in corso dimostrano che sono un valido aiuto per diminuire il numero di si*****te e per chi vuole smettere di fumare. Nel settembre 2012, al meeting della European Respiratory Society a Vienna, la dottoressa Christina Gratziou dell'Università di Atene presenta uno studio che ha evidenziato come in 32 soggetti non fumatori e fumatori l'utilizzo per 10 minuti di una sigaretta elettronica determina broncospasmo con un aumento della resistenza delle vie aeree fino ad un massimo del 206% nei non fumatori e del 220% nei fumatori. In base a questo studio, pertanto, l'utilizzo di questi dispositivi non risolverebbe i problemi legati alla broncocostri
La prima sigaretta elettronica è stata sviluppata in Cina da Hon Lik della ditta Ruyan, [senza fonte] e veniva specificato l'utilizzo di tecnologia a ultrasuoni. Quel brevetto è attualmente esteso a tutto il mondo. La maggior parte delle si*****te elettroniche sul mercato utilizza oggi un sistema differente basato su un vaporizzatore in grado di nebulizzare (per mezzo di riscaldamento) la soluzione contenuta nella cartuccia. "Gamucci" detiene un brevetto per un sistema simile.[senza fonte] Anche se la Life ha introdotto la prima sigaretta del tipo nel 2007 quando non esisteva alcuna societa in Europa e/o America di si*****te elettroniche
Tuttavia molteplici compagnie (Ruyan, Smart Fixx, Myvic) stanno mettendo sul mercato diversi modelli di sigaretta elettronica. La prima sigaretta elettronica (sigaro e poi il modello 306) fu immessa sul mercato italiano dalla Life attraverso la catena delle farmacie. La Life ha quindi avviato la conoscenza della sigaretta elettronica sul territorio puntando all'affidabilità e alla sicurezza. Con il design della 510 Life raggiunge fatturati interessanti ma la tecnologia non è in grado di soddisfare i consumatori: poca autonomia della batteria e mancanza di aromi accattivanti fanno perdere terreno a quella che si era presentata come la novità mondiale del decennio. La successione di prodotti copia di bassa manifattura ha poi contribuito a smontare le speranze di molti potenziali utilizzatori. GreenTech,che opera con il brand GreenCig o PeP ci******es, detiene brevetti per una sigaretta elettronica in Cina e negli USA e anche in alcuni paesi europei come il Regno Unito. In Italia la RML, titolare del marchio Smoxy, detiene il brevetto per una sigaretta elettronica con vaporizzatore usa e getta e filtro rivestito in carta. La società IDIB è la prima ad aver studiato, prodotto e lanciato sul mercato il pacchetto con caricabatteria integrato e spina italiana.