13/10/2022
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La mattina del 4.06.22, sveglia in pieno black out alle 3,30, aiutata solo da una lampada a néon ricuperata in casa, mi faccio la doccia e poi mi preparo un pó di fast food per il lunghisdimo viaggio, alle 4,15 tutto è pronto, aspetto solo l'autista che deve accompagnatmi alla corriera. Alle 4,40 l'autista è da me, si parte, la strada è libera, in poco tempo siamo già alla stazione, sono tra i pochissimi primi arrivati, mio nipote che viaggia con me non è ancora arrivato, è lui che si è occupato di acquistare i biglietti, cerco di contattargli ma non prende, mi viene un pó di pensiero. Dopo un pó richiamo mio nipote, mi risponde finalmente, mi dice che sta arrivando, sono le 5,30, c'è già un mezzo, vorrei essere ai primi posti per evitare la calca e stare davanti, ma mio nipote non arriva. Poco prima delle 6 mio nipote è arrivato, gli chiedo la ragione del ritardo, mi rivella di aver avuto una collutazione con un altro veicolo reccando qualche danno al taxi che lo accompagnava, per fortuna lui e il taximan non si sono fatti male. Sono già le 6 inoltrate, dice che i mezze partono alle 6 ed invece noi siamo ancora li. Andiamo a fare la registrazione deiglietti, mio nipote mi dice che il mezzo che c'è li non è quello che va a Ouesso ma bensí a Pointe noire, e siamo già verso le 7, dicono che si parte prestissimo, MMA! Quella corriera ha già caricato bagagli e clienti, anche l'equipaggio è già a bordo, il mezzo esce ne entra un altro, io penso forse è il nostro, a terra c' è pochissima gente ad aspettare, che strano, sembra che il viaggio lo dobbiamo fare solo noi, ed il mezzo è enorme! Sono già le 7 inoltrate, l'agente della compania di traporto ci dice che dobbiamo essere imbarcati in un'altra stazione, quindi dobbiamo prendere un taxi per arrivarci, ma Come è possibile questo, perché non avvisarci in tempo perché il mio autista ormai via ci avrebbe avvicinati all'altra stazione, mio nipote mi spiega che a questo punto sono loro a doverci pagare il taxi. Il taxi è arrivato e ci fanno entrare, la strada ormai molto traficata, la stazione è altretanto distante da dove siamo. Siamo arrivati finalmente alla nostra stazione Di partenza, per fortuna non hanno ancora imbarcato, io voglio riservarmi il posto davanti, cerco di capire chi sono gli agenti di sevizio del nostro mezzo per spiegare la mia esiggenza ma c'è un pó di confusione. Ad un certo punto mi dico che devo entrare direttamente nel mezzo è occupare due tra i primi posti davanti, ecco fatto! Vedo un tipo andare avanti e indietro, sembra uno dell'equipaggio, gli dico che per problemi di salute Io non posso essere nei posti posteriori, e quindi ho occupato i secondi pi davanti, questi, è l'autista, mi risponde che non vuole chiasso, gli rassicuro che non ci sarà chiasso da parte nostra.
Siamo ormai verso le 8, ci imbachiamo finalmente, via, indizia il lungo viaggio. Ouesso si trova a circa 800km da Brazzaville, il viaggio non sarà semplice. Imbochiamo quindi la route du nord, l'unico auto-strada del Congo Brazzaville, lasciato ormai la strada urbana, ci inoltriamo in quella extraurbana, dopo un pó si cominciano a vedere alcuni problemi, in certi tratti la strada è scavata, buchi da paura, si deve procedere con molta cautella, una paura cane, mamma mia, ma sarà tutta cosí, chiedo a mio nipote, mi risponde che a tratti si ma non tutta! Bene, avanti, strada facendo noto tanti villaggi lungo la via, ci fermiamo di tanto in tanto a comperare i prodotti e carichiamo altri passeggieri mentre alcuni scendono. Più si avanza più il paesaggio diventa spettacolare, sempre più verde, molte valate, distrse di savane, e più avanti si va più folta è la vegetazione. L'acqua dolce è ovunque. Non ci sono salite o discese, la strada è tutta sul piano. Ogni tanto dobbiamo fermarci ai posti Di blocco per controlli, per fortuna l'autsta è davvero di quelli, firti, il volante lo comanda con autorevolezza, stiamo andando molto bene. È comunque bello scoprire questa parte della mia terra d'origine, aldilà della lunghezza del viaggio, il resto è solo una bella scoperta. Ho visto Owando, la cittá dove mio defunto zio è stato Vescovo, ho scoperto la cittá dell'oppulenza del presidente più scaltro, sanguinario, dittattore temerario del Congo Brazzaville, Denis Sassou Nguesso, nella sua cittá si concentra tutta la ricchezza del Congo Brazzaville, una svizzera nel paese delle guerre di potere. È li a Oyo che ho sentito il dolore e la più terribile tristezza nel cuore, un delirio di potere indescrivibile che solo al vedere l'esteso territorio di industrie del presidente fa capponare i pelli. Un minimo 100km di ettari di allevamenti Di buoi, galline e agricultura di ogni genere tutto solo per Sassou Nguesso, una vergogna del mondo, alla faccia della République. Avrei voluto vedere i gorilla dalla corriera e magari anche elefanti ma ho visto solo gli escrementi degli elefanti. Ho altresi notato che purtroppo la foresta vesgone ha perso molto, tanti alberi sono stati amputati e la vegetazione è un pó sofferente.
In fine dopo un lunghissimo viaggio durato circa 11 ore, siamo giunti a destinazione, mia sorella era li ad attendermi, una volta sbarcati, siamo andati dagli amici che ci hanno ospitato per quattro giorni. Ouesso è una piccola cittá abbastanza vivace ma anche un pó subdola per certi versi. La domenica 5.06.22 ho potito cosí assistere alla cresima di mio nipote Gloire, una bella sorpresa per lui che non sapeva del mio piano perché cosí avevo pianifocato. Me lo sono cocolato per fortuna. I giorni successivi ho visitato un pó là cittá, mercoledí 8.06 ho fatto rientro a Brazzaville, un viaggio questo molto travagliato.
Come mai ?
Nel programma iniziale avevo previsto di rientrare il 7, ma quando ho sentito che i mezzi di quel giorno erano molto lenti ho posticipato il giorno per essere nella stressa compania che ci ha portati. La mattina presto arriviamo in stazione, c'è tantissima gente, questa volta il mezzo è pieno. Si fa la registrazione, una volta caricati i bagagli, ci imbarcano, una ressa per entrare nella corriera, aiuto... Ma ce l'abbiamo fatta, stando dentro noto che sollevano un uomo anziano e pergiunta emiplegico, la sofferenza è paalese, ma lo fanno salire nella corriera altissima, è accompagnato da una donna di terza età è un uomo ultra sensantenne. Lo hanno collocato in mezzo per sorregerelo, la cosa mi puzza, questo mi fa presagire a un viaggio estremamente complicato. Si parte! Un pezzo di strada lo abbiamo fatto, forse 100km, ma dobbiamo arrivare a Brazzaville con un soggetto cosí. Piove, noi come Di consueto, per i controlli vedi della forestale vedi della polizia di frontiera, dobbiamo comunque scendere dal mezzo. Il paziente rimane dentro, entriamo e proseguiamo. Abbiamo superato Oyo, Owando, si cominciano a notare fenomeni strani nel mezzo; bisogna cambiare il paziente di posto, non sta respirando bene, si chiede alla passeggera dietro di scambiare il posto con il caso, lei si infastidisce ma alla fine cede. L'anziano malato con gli accompagnatori è Al l'atro lato di fianco a noi. Non presenta uno stato buono, fa fatica a respirare, si cerca di ventilarlo, il sufore è sempre più intenso, tutto sta diventando più teso, fanno capire che e un ex deputata, è accompagnato da sua moglie e suo figlio a Brazzaville per esservi li curato. La strada è ancora lunghissima, la persona singhiozza ormai, aria condizionata accesa ma non basta per rinfrescarlo, si cominciano a proporre alternative, fare scendere il paziente perché venga evaquato all'ospedale più vicino, i parenti sono perplessi, ma non è cosi semplice. Giunti in una certa cittá di cui non ricordo il nome, si precipita tutta quanta la situazione, urge l'evaquazione, ma bisogna chiamare l'ambulanza, il paziente nel frattempo rimane nel mezzo, Ed il figlio che cerca di ventilarlo, un pó scende un pó ventila, siamo tutti ad aspettare lo sbarco del paziente per poi proseguire il viaggio. I passeggieri cominciano a essere impazienti, vogliamo proseguire il viaggio, il figlio ormai molto nervoso prende a minaciare dicendo che il mezzo non parte finquando non viene evaquato suo padre, l'aria si suriscalda, la tensione è palpabile all'occhio n**o. Dopo molto tempo il paziente viene fatto scendere, aspettiamo pertanto l'arrivo del socorso, una volta caricato in ambulanza con la moglie, riprendiamo il viaggio e il figlio insieme a noi; percorso una distanza Di circa 10km, giunge la notizia del decesso del paziente. Un incubo vero !
Ed in tanto noi dopo tutto questo ritardo, arriviamo a Brazzaville che sono le 23 e passa. L'autista mi aspetava per fortina alla stazione, una volta ritirati i bagli, via a casa, alle 2 del mattino stavo finalmente a letto.
alle continua con il viaggio al villaggio Mbanza Mpoudi, prossimamente.