12/08/2026
🏟️ Nuovo stadio. Riflessioni.
Nuovo stadio e manipolazione della realtà.
L'intervista dell'assessore Laudani sul Corriere di Bologna di oggi è una testimonianza istruttiva sul modo in cui l'Amministrazione comunale intende il rapporto con i cittadini, la trasparenza, la corretta informazione, la partecipazione ai processi decisionali.
Laudani sostiene che il consumo di suolo sarà minore del previsto. Perché? Perché non si farà più lo stadio provvisorio. Quindi il nuovo stadio sarà più piccolo del previsto stadio provvisorio? Questa evidente contraddizione logica non sfiora l'assessore, che si lancia ad affermare che l'operazione "sarà meno impattante del Dall'Ara". Addirittura? Anche il giornalista sembra incredulo e gli chiede di approfondire. La risposta è evasiva: "In termini complessivi, in tutta l’area, il rapporto tra aree permeabili e non sarà certamente positivo". "Come fa a dirlo", incalza l'intervistatore, che rimane scettico. Basta guardare all'intervento sulle ex officine Casaralta, replica l'assessore. Non c'entra assolutamente nulla, ma si sa che quando si è a corto di argomenti creare un po' di confusione funziona (quasi) sempre. In sostanza il messaggio è: fidatevi di quello che dico. Peccato che in quello che dice non ci sia un solo numero, manchi un'informazione precisa sull'estensione del nuovo impianto, sia assente qualsiasi accenno a ciò che sorgerà intorno allo stadio nuovo per garantire il profitto degli investitori privati.
Laudani raggiunge alte vette di comicità involontaria quando afferma che il coinvolgimento della città c'è stato, contrariamente a quanto sostenuto dalle voci critiche che si sono espresse in questi giorni. Sostiene infatti che su quell'area era già previsto un ampliamento della Fiera, che avrebbe realizzato padiglioni multifunzionali. Ma i padiglioni della Fiera non sono uno stadio. Poco importa, tira diritto l'assessore: si sarebbe costruito lo stesso, quindi la procedura per le osservazioni che è stata fatta per quel progetto è valida anche se il progetto è cambiato.
Ci sarebbe da ridere. Ma quando si arriva alla manipolazione della realtà si fa molta fatica a divertirsi fino in fondo.