25/02/2025
Non sono mai stata una fan dell’aereo.
Anzi, lo detesto proprio. Da notare la mia faccia mentre viaggio.
Il mio primo volo risale a dieci anni fa, nel 2015, quando partii per Brema per un’esperienza Erasmus in Germania. È passato tanto tempo, eppure mi sembra ieri: ero terrorizzata all’idea di viaggiare sospesa a diecimila metri di altezza, chiusa in un tubo di metallo con altre cento persone, senza alcun controllo su ciò che poteva accadere. Mi sentivo impotente, vulnerabile, e l'unica cosa che potessi davvero fare era aspettare l’atterraggio, sperando che tutto andasse bene.
Le turbolenze, gli scossoni improvvisi, anche quelli più lievi e normali, mi facevano letteralmente sbiancare. Ogni volta che l’aereo vibrava, mi sembrava che il mio cuore saltasse un battito. La mente immaginava scenari catastrofici.
A distanza di anni, il mio rapporto con l’aereo non è migliorato di molto. Ho acquisito più consapevolezza, più razionalità, ma l’angoscia non mi ha mai davvero abbandonata. So che volare è il mezzo più sicuro per spostarsi, so che le turbolenze non fanno cadere gli aerei, ma il mio corpo non lo accetta. Ogni decollo è un nodo in gola, ogni atterraggio è un sollievo.
Eppure, nonostante questa paura, ho viaggiato tantissimo in questi dieci anni. Ho visto posti incredibili, la maggior parte delle volte da sola, perché la mia voglia di viaggiare e scoprire il mondo, ha sempre vinto la fobia di volare.
Ma ultimamente, qualcosa è cambiato! Le notizie che sento sugli aerei mi stanno turbando più del solito. Ogni giorno sembra esserci un nuovo episodio: guasti, emergenze, incidenti, atterraggi d’urgenza. Proprio ieri un aereo partito da New York è stato fatto atterrare a Roma, scortato dai caccia, per un presunto allarme bomba. Mai, in tutti questi anni, ho permesso alla mia paura di volare di limitare la mia libertà. E in questo momento, se dovessi prendere un aereo, ci penserei due volte!
Spero di non essere l’unica a provare questa fobia, perché in fondo non è del tutto irrazionale. La spiegazione di fondo c’è eccome.