18/03/2026
Questo il testo
🌿 La canapa industriale nasce e cresce dentro il perimetro della legalità, ma troppo spesso deve difendersi da normative sproporzionate e da impostazioni di stampo eccessivamente restrittivo. 🌿
Se oggi esistono regole discutibili o eccessivamente punitive, la responsabilità è della politica, non dei cittadini né delle imprese che operano nel rispetto delle norme. E molto spesso è proprio nelle aule dei tribunali che si ristabilisce equilibrio, si recupera proporzionalità e si riafferma il principio di legalità sostanziale. La magistratura, con la sua autonomia, rappresenta un presidio fondamentale contro eventuali eccessi legislativi. ⚖️
In questo contesto, l’introduzione dell’articolo 18 nel precedente Decreto Sicurezza ha messo a repentaglio un intero settore produttivo, generando incertezza normativa e mettendo in difficoltà aziende, lavoratori e filiere che ancora oggi combattono per ottenere piena tutela e chiarezza giuridica.
È anche per questo che il tema del referendum sulla giustizia assume rilievo: indebolire il ruolo del Consiglio Superiore della Magistratura significa incidere sugli equilibri istituzionali che garantiscono indipendenza e controllo di legalità, strumenti essenziali anche per chi opera nella piena conformità alle regole.
🗳️ Per questo la canapa dice NO al referendum sulla giustizia che si terrà il prossimo 22 e 23 marzo.
🔴NO al proibizionismo.
🔴NO ad ogni arretramento delle garanzie costituzionali.
🔴NO al
⚖️ La difesa della canapa è difesa dello Stato di diritto. 🌿