20/04/2026
Per il nostro appuntamento del lunedì Buon incipit di settimana, che come sapete trovate sul canale Telegram della Libreria 101, oggi abbiamo deciso di cominciare con voi la giornata con un autore ancora troppo poco conosciuto rispetto alla sua grandezza intellettuale e alla sua capacità di leggere l'essere umano: Stig Dagerman.Ecco il link:
https://t.me/Libreria101
Buon ascolto 📚🎧😎
Sono i bambini a ricoprire un ruolo speciale nelle pagine più folgoranti di Stig Dagerman, autore culto in perenne rivolta contro la condizione umana. Sono loro a svelare il volto autentico dell’uomo, solo e inerme di fronte al dolore dell’esistenza sotto il velo di falsi miti imposto dalla società. Ed è a loro che è dedicata questa antologia, in cui l’invenzione letteraria e la poesia si mescolano ai ricordi di infanzia e alla riflessione di uno scrittore abbandonato dai genitori, cresciuto dai nonni, e poi giovane padre che si interroga su come poter dare ai figli la felicità a lui negata. Con il distacco vertiginoso di chi osa guardare la vita senza concedersi nessun filtro e nessuna illusione e con una lingua scolpita, essenziale, ma che come in Kafka o in Camus è una lama affilata che sviscera le nostre emozioni più profonde, Dagerman racconta l’innocenza tradita, le vittime più indifese del sopruso, ma anche la purezza di un’età in cui «si è tutti poeti», la solitudine di un bambino che impara a «scaldare» con la fantasia la gelida realtà, accanto un nonno che si spezza la schiena sui campi con la foga e la follia di un «poeta della terra», e una nonna che gli insegna a sentire nel silenzio il canto delle montagne e le grida di chi soffre. Ed è proprio dalle ferite di un mondo oppresso e dalla ribellione anarchica dell’autore per renderlo libero e consapevole che scaturisce la domanda: perché i bambini devono ubbidire? Come insegnare loro quella responsabilità di se stessi e quel rispetto degli altri per restituire giustizia e dignità alla convivenza umana?
Anarchico lucido e appassionato incapace di accontentarsi di verità ricevute, militante sempre in difesa degli umiliati, degli offesi e dell’inviolabilità dell’individuo, Stig Dagerman (1923-1954) appartiene alla famiglia dei Kafka e dei Camus e resta nella letteratura svedese una figura culto che non si smette mai di rileggere e riscoprire. Segnato da una drammatica infanzia, intraprende molto giovane una folgorante carriera letteraria bruscamente interrotta dalla tragica morte, lasciando quattro romanzi, quattro drammi, poesie, racconti e articoli che continuano a essere tradotti e ristampati. Iperborea ha pubblicato Il viaggiatore, Il nostro bisogno di consolazione, Bambino bruciato, I giochi della notte, Perché i bambini devono ubbidire?, La politica dell’impossibile, Autunno tedesco e Il serpente e la raccolta di poesie Breve è la vita di tutto quel che arde.