02/01/2023
Il 29 dicembre ci lascia Arata Isozaki, l’“architetto guerrigliero”.
Isozaki è nato a Ōita, sull’isola di Kyushu, nel 1931. Il bombardamento atomico del 1945 nella vicina Hiroshima ebbe un profondo impatto su di lui: “ Sono cresciuto in un luogo raso al suolo. Era in completa rovina, e non c’erano architetture, edifici e nemmeno una città. Solo baracche e rifugi. Quindi, la mia prima esperienza di architettura è stata il vuoto dell’architettura, e ho iniziato a considerare come le persone potrebbero ricostruire le loro case e città”.
A trent’anni Isozaki ha viaggiato in tutto il mondo, con l’idea di sperimentare molti luoghi prima di iniziare a progettare edifici. “Volevo sentire la vita delle persone in luoghi diversi in tutto il mondo. Ho viaggiato molto in Giappone, ma anche nel mondo islamico, nei villaggi di montagna della Cina, nel sud-est asiatico e nelle città metropolitane degli Stati Uniti. Tutto continuando a chiedermi: ‘Cos’è l’architettura?’”
Da quando ha aperto il suo ufficio a Tokyo nel 1963, quando aveva solo 32 anni, Arata Isozaki ha sfidato le aspettative giapponesi verso l’architettura con edifici ironici, lontanissimi dalla tradizione nipponica. “Crimini perfetti” li ha definiti.
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