30/05/2026
"Sono anni ormai che a casa non leggo più un libro, mentre qui nella Sala Bordone ne ho già letto centinaia di libri, il che non significa però che qui nella Sala Bordone io abbia letto da cima a fondo tutti questi libri, io in vita mia non ho mai letto un solo libro da cima a fondo, il mio modo di leggere è quello di uno sfogliatore di grande talento, cioè di un uomo che preferisce sfogliare piuttosto che leggere, e che perciò sfoglia dozzine, qualche volta centinaia di pagine, prima di leggerne una; ma quando quest’uomo legge una pagina, la legge con una profondità ineguagliabile e con la più intensa passione per la lettura che si possa immaginare.
Lei deve sapere che io, più che un lettore, sono uno sfogliatore, che amo lo sfogliare non meno del leggere, che nella mia vita ho sfogliato milioni di pagine in più di quante ne abbia lette, ma che sfogliando ho sempre provato una gioia e un piacere intellettuali pari, se non superiori, a quelli che ho provato leggendo.
È senz’altro meglio, di un libro di quattrocento pagine, leggere solamente tre pagine, ma leggerle in profondità, mille volte più in profondità di come le legge il lettore normale, che legge tutto, ma neanche una pagina, diceva, la legge in profondità.
È meglio leggere dodici righe di un libro con la massima intensità e penetrarne, possiamo dire, il senso profondo, piuttosto che leggere tutto il libro come il lettore normale, che alla fine conosce il libro che ha letto come uno che viaggia in aereo conosce il paesaggio che sorvola. Non ne percepisce neppure i contorni.
Così oggi tutti quanti leggono ogni cosa a vol d’uccello, leggono tutto e non conoscono niente.
Io entro in un libro e ad esso mi abbandono anima e corpo, cerchi di immaginare, mi abbandono a una pagina o due di un’opera filosofica come se stessi entrando in un paesaggio, nella natura, in un edificio solenne, in un dettaglio del globo, se vuole, come per penetrare completamente questo dettaglio del globo non con la metà delle mie forze e del mio ardore, bensì per indagarlo a fondo, e poi, una volta indagatolo in ogni dettaglio, trarne ogni possibile conclusione con la massima profondità di cui sono capace.
Chi legge tutto non ha capito niente, diceva.
Non è necessario leggere tutto Goethe, neppure Kant è necessario leggerlo tutto, e neppure Schopenhauer; qualche pagina del Werther, qualche pagina delle Affinità elettive, e alla fine di questi due libri ne sappiamo di più che dopo averli letti dalla prima pagina all’ultima, ciò che comunque ci priverebbe del più puro piacere della lettura.
Ma per imporsi questa drastica autolimitazione sono necessari un tale coraggio e una tale forza d’animo che solo assai di rado ci si può riuscire e che persino noi ci riusciamo solo raramente; come il divoratore di carne, l’uomo che legge è di una voracità assolutamente rivoltante, e se il divoratore di carne si rovina lo stomaco e la salute nel suo insieme, lui, l’uomo che legge, si rovina la mente e l’intera esistenza intellettuale."
Thomas Bernhard, "Antichi Maestri". Adelphi Edizioni 2019.