Andrea Costa - Scrittore

Andrea Costa - Scrittore Narrativa, articoli, appunti, testi teatrali La mia bibliografia è consultabile qui:

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22/05/2026

Interessante intervento che mi trova totalmente d’accordo
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Gianrico Carofiglio: “Perché la sinistra non può più dire soltanto dei no” (da “La Repubblica”,
Intervento all'Arena Robinson al salone del libro. Torino 14 maggio 2026)

Pubblicato negli Stati Uniti nel marzo del 2025, Abundance di Ezra Klein e Derek Thompson (Abbondanza – Come costruire un futuro migliore, Mondadori) è diventato quasi subito il libro politico dell’anno: primo in classifica sul New York Times, tra i preferiti di Barack Obama — che lo ha definito «lettura obbligata per i progressisti che vogliono un modello per riformare il governo» — e uno dei cento libri notevoli dell’anno secondo lo stesso quotidiano. Diciamolo subito: è davvero un bel libro, intelligente e coraggioso. Dovrebbe leggerlo chi si interessa di politica e di futuro; chi pensa che alle forze progressiste spetti il compito di costruire — costruire davvero, non limitarsi a ipotizzare — un mondo più giusto e più accogliente. Un luogo, fisico e morale, dove si possa vivere e non soltanto sopravvivere.
Ezra Klein e Derek Thompson sono due fra le voci più autorevoli del giornalismo americano. La loro tesi è di quelle che sembrano ovvie finché non si prova a seguirle fino in fondo. La scarsità che segna le nostre società — di case, di energia, di infrastrutture, di cure — non è un destino. È il risultato di scelte politiche. E, in più di un caso, di scelte compiute anche in ambito progressista con esiti diversi da quelli attesi. Norme pensate per proteggere hanno finito per impedire di costruire; strumenti nati per garantire equità si sono trasformati in percorsi a ostacoli. Così una parte della sinistra ha affinato la capacità di bloccare ciò che non vuole, ma ha perso dimestichezza con il costruire.
Il paradosso più clamoroso raccontato nel libro riguarda la California, governata stabilmente dai democratici da anni: uno stato ricchissimo, all’avanguardia tecnologica, e tuttavia incapace di costruire case a prezzi accessibili; in grande ritardo nel completamento di una linea ferroviaria ad alta velocità; alle prese con una delle più gravi emergenze di senzatetto del paese. Non è un’eccezione esotica. È un caso che illumina un problema più generale, ed è qui che il libro comincia a parlare anche di noi, della sinistra italiana, e del tempo che abbiamo davanti.
L’Italia ha avuto a disposizione il più grande piano di investimenti della sua storia repubblicana, quasi duecento miliardi di euro, e ha fatto molta fatica (a volte non è riuscita) a spenderli. Fra le misure del PNRR in particolare c’era un intervento per sanare la piaga degli insediamenti abusivi in agricoltura: duecento milioni destinati a dare alloggi dignitosi ai braccianti sfruttati dal caporalato, in trentasette comuni distribuiti fra Puglia, Sicilia, Marche e altre regioni. Una causa che dovrebbe stare nel cuore di qualunque progetto progressista. Lo stanziamento fu firmato nel 2022 dall’allora ministro del Lavoro Andrea Orlando.
È andata male, e il consuntivo è impietoso. Secondo i dati di Openpolis aggiornati al febbraio 2026, l’avanzamento finanziario di quella misura si è fermato all’1,2 per cento: la percentuale più bassa dell’intero piano. Tredici comuni hanno rinunciato ai fondi. La dotazione è stata tagliata di quasi centosettanta milioni; la misura è stata commissariata. L’incapacità di spendere quei soldi ha attraversato tutti gli schieramenti politici nelle sedi locali, amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra, comuni grandi e piccoli. Ma il fatto che anche le giunte progressiste — per esempio in una regione come la Puglia, cui era stata assegnata la quota maggiore di questi fondi — non siano riuscite a realizzare un progetto importante sul piano materiale e decisivo su quello simbolico rende il fallimento ancora più significativo.
Il punto, di nuovo, non è la responsabilità individuale di questo o quell’amministratore: è il sistema stesso che non ha funzionato — le procedure, le stratificazioni normative, l’incapacità strutturale di tradurre le intenzioni in risultati. È esattamente ciò che Klein e Thompson descrivono a proposito dell’America: le soluzioni di ieri si trasformano nei problemi di oggi, e chi governa con le migliori intenzioni si ritrova prigioniero di un apparato che non riesce più a fare ciò per cui è stato pensato.
Anche da noi la sinistra rischia di apparire come la forza che sa dire no — no alla speculazione, no all’ingiustizia, no al razzismo, no ai nuovi populismi e ai nuovi fascismi più o meno mascherati — ma fatica a indicare, con altrettanta chiarezza, a che cosa dice sì. Il problema non è solo di metodo; è forse soprattutto di scopo: costruire per chi, e per consentire cosa?
La risposta — con il rischio, inevitabile, di sembrare ingenui — è che lo scopo della politica progressista sta nel creare le condizioni per la ricerca della felicità. Intesa come possibilità concreta di una vita degna: tempo, relazioni, libertà di scelta. Una forma di pienezza quieta, che ha a che fare con il senso di comunità. Non è un caso che la Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti — uno dei testi fondativi della modernità democratica — collochi fra i diritti inalienabili la vita, la libertà e la ricerca della felicità. Una sinistra che non si misura con questa parola rischia di smettere di parlare alle persone, e di ridursi a una burocrazia dell’esistente.
Per arrivarci bisogna recuperare anche un’altra parola importante, a lungo lasciata in mani altrui: sicurezza. Per anni i progressisti l’hanno maneggiata con imbarazzo, di fatto abbandonandola alla retorica più volgare delle destre populiste. È stato un errore analogo a quello descritto da Klein e Thompson: come una parte dei democratici americani ha ceduto alla destra il tema della crescita e della costruzione, così la sinistra italiana ha lasciato che la discussione sulla sicurezza venisse ridotta a mediocre propaganda, spesso razzista, sempre incapace di comprendere e risolvere i problemi.
Fuori dalla propaganda, la sicurezza è un tema ampio, fatto di salari dignitosi, di quartieri bene illuminati, di trasporti che funzionano, di scuole che non vanno in pezzi, di sanità che non abbandona i più deboli, di giustizia rapida e uguale per tutti. Insomma, non c’è sicurezza senza giustizia sociale, ma questo non esime dal dire la cosa più ovvia: sicurezza è anche difesa dal crimine, protezione concreta dalla violenza. Essere di sinistra non vuol dire indulgenza con chi viola la legge e calpesta i diritti; significa pretendere risposte serie al posto di parole d’ordine e di interventi normativi estemporanei e propagandistici.
Il legame fra sicurezza, abbondanza e felicità non è retorico. Senza sicurezza — nel senso pieno — la felicità resta un’ipotesi astratta. Chi vive nella precarietà, chi teme per sé e per i propri cari, difficilmente riesce anche solo a immaginare una vita piena. La sicurezza è una soglia: prima c’è la sopravvivenza, oltre si apre la possibilità di scegliere. L’abbondanza — di case, cure, energia, istruzione — è ciò che rende quella soglia accessibile a tutti, e non soltanto a chi può permetterselo.

Tre parole, allora. Non uno slogan ma il punto di partenza per una politica che smetta di descrivere il mondo e cominci a cambiarlo; che invece di limitarsi ad amministrare il presente abbia il coraggio di immaginare il futuro e la competenza per trasformare quell’immaginazione in qualcosa che le persone possano toccare, riconoscere, abitare.

22/04/2026
Accompagnando la mia compagna e la figlia ad un evento con le due scrittrici romance Alessia Gazzola e Felicia Kingsley,...
21/03/2026

Accompagnando la mia compagna e la figlia ad un evento con le due scrittrici romance Alessia Gazzola e Felicia Kingsley, scopro un mondo di adolescenti entusiaste ed affascinate dai libri romantici delle due autrici.
Bello veder nascere in queste ragazze il germe del piacere di leggere un libro. Libri comunque ben scritti e di grande impatto comunicativo.
Riassaporare il fascino della scrittura, in cui nel prossimo futuro tornerò ad immergermi di nuovo (sfidando i limitati riscontri sinora ricevuti).

Non l’avevo ancora letto. Faceva parte dei classici che avevo in lista da tempo. La montagna di 1500 pagine da scalare a...
15/03/2026

Non l’avevo ancora letto. Faceva parte dei classici che avevo in lista da tempo. La montagna di 1500 pagine da scalare ammetto che mi scoraggiava.
Ma dopo la gratificante lettura de I Miserabili di V. Hugo, mi sono deciso.
Con i miei tempi, oggi la missione si è compiuta e posso dire di esser contento di averla affrontata.
Libro profondo e denso di significati ma anche molto incalzante ed appassionante, in linea con la sua origine di romanzo pubblicato a puntate sul Journal Des Débats.
La storia di Edmond Dantes e della sua incredibile vendetta.

Interessante antologia pubblicata da Be Strong Edizioni, che contiene un mio racconto inedito, dal titolo “Oltre la rete...
19/12/2025

Interessante antologia pubblicata da Be Strong Edizioni, che contiene un mio racconto inedito, dal titolo “Oltre la rete”

Un libro nato da un concorso letterario, Andrea Camilleri e Jane Austen come fonte d'ispirazione, ne è nato un fantastico testo di RACCONTI scritto da diverse penne :)

Si parte per Perugia.Domenica 26, ore 11,30   - Palazzo Provincia.Il viaggio di Manifestazione prosegue.Grazie a Protos ...
23/10/2025

Si parte per Perugia.
Domenica 26, ore 11,30 - Palazzo Provincia.
Il viaggio di Manifestazione prosegue.
Grazie a Protos Edizioni per l’invito.

Un autore, Alfonso Angrisani, che merita attenzione e che la ricambia con grande talento narrativo
21/09/2025

Un autore, Alfonso Angrisani, che merita attenzione e che la ricambia con grande talento narrativo

Il 14 settembre 2025 alle ore 13,30, nell'ambito della rubrica TG1 Libri è stato intervistato Alfonso Angrisani, autore del libro "Storie per sere senza tivv...

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