12/11/2021
"Adele non era in grado di guidare ma lui sì, lui poteva farlo. Adesso si sarebbe ripreso. Doveva soltanto sciacquarsi il viso, fare due passi.
Fa che non incontriamo un posto di blocco le sussurrò implorante neanche fosse Dio.
Adele arrivò.
- Stai bene? – gli chiese poggiandogli una mano sul petto.
Danilo non si mosse e annuì. Era piegata su di lui, tanto vicina che poteva sentire il suo alito caldo e impregnato d’alcol sul collo e nel naso. Col viso gonfio e le trecce mezze sfatte, i capelli che le si appiccicavano alla fronte e quella molletta celestina che le ciondolava aperta su un orecchio. Così splendida sotto la luna. E gli stava massaggiando il petto e lo guardava con gli occhi grandi e rossi e umidi, mentre gli chiedeva se per caso doveva vomitare.
Adele gli sorrise e disse – Va tutto bene. –
Danilo mise la mano su quella piccola di lei e all’improvviso, sotto quel cielo impolverato di stelle, si sentì esplodere.
Sì, fracassarsi in mille pezzi che schizzavano via da lui e si sparpagliavano in ogni direzione come brandelli di un cervello spappolato da un proiettile.
Pezzi di rabbia, angoscia, paura. Pezzi di dolore, di sensi di colpa, pezzi di muri che aveva innalzato, pezzi di bugie che aveva costruito, pezzi di Tommy, pezzi dell’assistente sociale, pezzi di sua madre. Pezzi di disprezzo. Di vergogna. Pezzi di frustrazione e solitudine.
E si sentì inaspettatamente libero.
Svuotato, senza peso, adesso galleggiava felice su quella balaustra in bilico fra mare e cielo.
Come per incanto, come per magia, come per quel gratta e vinci che una volta nella vita paga."