21/02/2022
“É sconvolgente come, alle volte, la portata simbolica di un evento del tutto casuale si applichi perfettamente alla tua vita.
Ecco cosa pensava Lorna Mott quando chiese a Monsieur Jasse di fermare il taxi per percorrere a piedi il tratto di strada che si
affacciava sul cimitero di Pont-les-Puits. Quella mattina in paese non si parlava d'altro: durante il violento acquazzone della notte precedente, il camposanto era stato spazzato via e trascinato, come da un predatore notturno invisibile, per cinquecento metri lungo il pendio della collina. Lì, al risveglio, gli abitanti di Pont-les-Puits avevano scoperto, attoniti, monticelli vischiosi di infida argilla, bare sventrate, pietre tombali frantumate, cadaveri e ossa. Solo le lapidi più antiche erano rimaste al loro posto, svettando, con imperturbabile decoro, su quel caos sacrilego.
Lorna avrebbe lasciato Pont-les-Puits portando con sé quell'immagine infausta, monito e promemoria del fatto che l'imprevisto è sempre dietro l'angolo. La sua partenza - o meglio la sua fuga, perché è così che la vedeva ora - era stata impulsiva e insieme premeditata. Quando fu al sicuro, sul treno per Lione, riuscì ad d ammettere che, pure se inconsciamente, pensava già un po’ a un futuro in California senza suo marito, Armand-Loup”.
La scena iniziale é perfetta.
Lorna ha deciso, lascerà quel donnaiolo di suo marito “tutto sesso, cassoulet e Bordeaux”, lascerà la Francia per tornare a San Francisco e dimostrare che é possibile ricominciare a qualsiasi età .
Il simbolismo dello sconquasso del cimitero non le é sfuggito.
É tempo di andare via da quel piccolo villaggio dove tutto é inamidato e tornare nel sogno americano, più congeniale al suo temperamento.
É tempo di raddrizzare la sua carriera di accademica e di riconnettersi con i tre figli nati dal suo primo matrimonio.
Ma l’America che l’aspetta non assomiglia più a quella che lei ricorda, la crisi finanziaria le ha stravolto i connotati.
Così, nel precario equilibrio fra commedia e tragedia, fra Stati Uniti e Francia, fra passato e futuro, Diane Jhonson dipinge con mano leggera, ma mai banale, il ritratto del mondo in cui ci dimeniamo.
“Se sei in un angolo, illuminalo”.