09/05/2026
Perché sto scrivendo questo libro
Ci ho pensato tanto prima di scrivere questo articolo.
La verità è che questo libro non nasce semplicemente da una storia da raccontare. Nasce da un bisogno. Dal bisogno di capire, di dare un senso a cose che per troppo tempo senso non ne hanno avuto. Dal bisogno di mettere ordine nel caos. E forse, soprattutto, dal desiderio profondo di aiutare qualcuno che si trova nella stessa situazione in cui mi sono trovata io.
Perché io, in certi momenti della mia vita, avrei avuto disperatamente bisogno di una storia capace di prendermi per mano. Una storia che mi facesse sentire meno sola. Una storia che mi aiutasse a capire ciò che stavo vivendo e che mi dicesse, in qualche modo: *non sei sbagliata, non sei pazza, e sì, puoi uscirne.*
Io credo nel potere dei libri.
Credo che arrivino da noi nel momento giusto. Credo nella loro capacità di farci sentire visti, compresi, meno soli. Di dare parole a emozioni che non sappiamo spiegare nemmeno a noi stessi.
In un periodo molto difficile della mia vita, due libri mi hanno aiutata più di quanto riesca a spiegare: It Ends with Us e It Starts with Us. Non perché raccontassero esattamente la mia storia, ma perché mi hanno aiutata a vedere. A riconoscere certe dinamiche. A farmi domande che forse, fino a quel momento, non avevo avuto il coraggio di farmi.
Mi hanno dato qualcosa che non sapevo nemmeno di stare cercando: speranza. La speranza che esistesse un dopo. Che un possibile lieto fine potesse esistere davvero. Che una vita diversa fosse possibile.
Forse qualcuno capirà cosa intendo quando dico che, a volte, un libro arriva nella tua vita nel momento esatto in cui ne hai bisogno.
Per dieci anni ho vissuto una relazione tossica. Ed è difficile spiegare quanto lentamente certe cose ti cambino. Quanto, senza quasi accorgertene, inizi a perdere piccoli pezzi di te.
Persino cose che amavi.
Come leggere.
Mi veniva detto che leggere fosse immaturo. Inutile. Una perdita di tempo. E piano piano ho smesso. Oggi mi fa quasi male pensarci, perché i libri erano sempre stati un rifugio. Eppure, senza rendermene conto, me ne ero allontanata.
Poi qualcosa è cambiato.