16/05/2026
Ci sono libri che si leggono con la mente e libri che si sentono sottopelle. "Dal fiume al mare. Storia della mia famiglia divisa tra due popoli" di Widad Tamimi (edito Feltrinelli) appartiene senza dubbio alla seconda categoria.
Non è un freddo saggio geopolitico, ma un memoir familiare intimo, potente e visceralmente onesto.
L'autrice, nata in Italia da padre palestinese e madre ebrea, porta il conflitto più insanabile del secolo scorso direttamente nel proprio sangue.
Con una scrittura magnetica e senza sconti, Tamimi scava nella memoria della sua famiglia dove convivono due ferite immense che la Storia ufficiale contrappone, ma che qui si fondono nella comune e nuda sofferenza umana.
Tamimi rifiuta la logica del rancore. Tamimi non cerca colpevoli o risposte facili; ci prende per mano e ci costringe a guardare le persone oltre i reticolati, con le loro paure e le loro contraddizioni.
È un libro accalorato e necessario, un invito potente a disarmare il linguaggio e a riconoscere il dolore dell'altro.
Un libro da leggere e regalare